LETTERA APERTA da FRANCESCA VALTORTA al BRIEFINGLAB

Oggi non parliamo noi: lasciamo parlare Francesca Valtorta, entrata qui un mese fa per uno stage.

Dichiariamo esplicitamente che nessuna pressione è stata fatta sulla giovane, se escludiamo forse un piccolo ricatto della sua tutor.
Pare, infatti, che a fronte di un articolo insoddisfacente, sarebbe stato reso pubblico il primo esperimento grafico della signorina Valtorta.

"I ragazzi vanno motivati", è stata la giustificazione della tutor e, visti i risultati, non ci sentiamo di darle torto.

LETTERA APERTA da FRANCESCA VALTORTA al BRIEFINGLAB

Sono Francesca Valtorta, studentessa dell’ultimo anno di Scienze Psicosociali della Comunicazione all’università di Milano Bicocca. Tre anni fa decisi di intraprendere questo percorso formativo perché ammaliata dalla forza persuasiva con cui le nuove tecnologie si sono appropriate delle nostre giornate, sia lavorative che no, e curiosa di comprendere i meccanismi che si mettono in atto al fine di influenzare il comportamento altrui.

A settembre 2020 mi sono detta “Perché per concludere in bellezza il percorso triennale universitario non fare uno stage in Briefinglab?”
DETTO FATTO!
Con il mio leggero e piccolo bagaglio di conoscenze il 25 gennaio sono arrivata, timidamente, in Briefing. Il mio viaggio nel mondo della comunicazione è durato un mese, trenta giorni che mi hanno permesso di avere una visione chiara dell’ambiente lavorativo che tanto mi affascina.

 

Cosa (non) so fare

La mia premessa fatta ad Eliana prima di iniziare è stata “Ho 21 anni e ho solo VOGLIA DI IMPARARE”. Nonostante le mie incapacità dichiarate, l’agenzia Briefing non ha esitato nel porgermi la mano e si è dimostrata coraggiosa nell’intervenire ai miei possibili disastri … ma è sbagliando che si impara!

Nessuno nasce ‘’imparato’’ ed è grazie all’esistenza di agenzie come Briefing che ragazzi, tutto fumo e niente arrosto, o meglio tanta teoria e poca pratica, hanno la possibilità di capire come gira il mondo del lavoro.

 

Le mie sensazioni

Appena entrata in Briefing sono stata travolta da un’ondata di creatività e freschezza; non so se è per i colori, per l’open space o per chi ci lavora dentro, ma posso assicurare che la sensazione che si prova appena si varca quella porticina è piacevole, è come sentirsi a casa.

Briefing, grazie al colore delle sue pareti, è il posto perfetto per indossare quel maglioncino arancione che hai comprato anni fa ma che non hai mai avuto il coraggio di mettere, come ho fatto io!

Inizialmente, non nego, che avevo timore di non riuscire a portare a termine i compiti a me assegnati, come probabilmente succede a tutti coloro che si trovano a dover mettere in atto quanto studiato. Di grande aiuto, per poter svolgere le mansioni in tutta tranquillità, sono state la gentilezza, la disponibilità e la pazienza che contraddistinguono tutti i componenti dell’agenzia di Busto Arsizio.

 

I miei compagni di viaggio

Negli anni Briefing è stata in grado di creare un team eccezionale, sempre pronto a stupire il cliente con proposte piene di inventiva.

Tutte persone splendide, ma vorrei dedicare due righe in più a Eliana, per ringraziarla nuovamente per l’opportunità meravigliosa che mia ha dato, a Manuela e a Francesca per essere state una guida in questo percorso e per esser state le animatrici delle nostre pause pranzo.

In particolar modo Francesca che è una donna dalle infinte sorprese, in grado di passare da un lavoro all’altro con estrema flessibilità e facilità. Sempre solare e con il sorriso stampato sul viso distribuisce idee creative qua e là per l’agenzia con una velocità impressionante, è stata una grandissima fonte di ispirazione per il mio futuro. Sono stata molto fortunata ad averla al mio fianco durante tutto il viaggio in Briefing.

 

I miei “disastri”

Nonostante le mie scarse abilità nel campo, l’agenzia mi ha dato subito fiducia, affidandomi svariate attività. In relazione alla parte di visual mi è stata assegnata la creazione di post tramite Photoshop e la creazione di Dem attraverso Mailchimp; successivamente corretti da Manuela che ha avuto la pazienza di spiegarmi miei eventuali errori o semplici alternative.

Per quanto riguarda invece la parte di copywriter ho affiancato Francesca, nonché mia tutor, che mi ha commissionato articoli, post e news da scrivere; anche in questo caso eventuali strafalcioni sono stati sistemati al fine di arricchire e migliorare la mia padronanza linguista.

Questi lavori, in particolare, mi hanno aiutato a capire che dietro a una bella immagine e ad un “semplice” testo, ci sono delle tecniche, delle strategie che permettono di catturare l’attenzione dell’utente e garantiscono un buon posizionamento nel browser di ricerca. Nulla è fatto per caso!

 

Le mie aspettative

I giorni prima di entrare mi sono tempestate di domande ‘’ma sarò in grado di?” “cosa si aspettano da me?” “e se non capisco il lavoro da fare?” “e se sbaglio?” e bla bla bla, insomma, a percorso terminato, posso confermare che sono state tutte paranoie inutili!

Insieme a ciò, avevo un unico pensiero fisso “Che bello non vedo l’ora di iniziare”.

Avevo già sentito parlare molto bene di Briefing, dai loro social si può già evincere l’ambiente familiare che la caratterizza. Non mi aspettavo però l’estrema disponibilità e pazienza che ogni persona mi ha offerto; ad oggi, non è scontato, e quando si riscontrano valori positivi vanno riconosciuti e apprezzati.

Cosa non mi aspettavo? Delle pause pranzo così … così … particolarmente simpatiche e divertenti, ma soprattutto TOP SECRET!

 

Il mio bagaglio inizia a pesare

Questo percorso è stato un punto di riflessione a livello umano e personale.

Mi ha permesso di sviluppare differenti mie caratteristiche, dalla gestione e rispetto di regole e orari, alla maturità con cui ho dovuto imparare ad affrontare piccole difficoltà quotidiane. Ritengo che questa esperienza sia stata estremamente formativa per me, soprattutto perché mi ha fornito degli utili strumenti per il futuro personale e professionale, mi ha permesso di riflettere in modo più concreto sul mio domani e sulla volontà di imparare sempre di più per poi continuare a lavorare in questo campo. 

Oltre a delle capacità organizzative, mi è stato d’aiuto al fine di sviluppare capacità in relazione al lavoro di gruppo. Mi ha dimostrato che il lavoro del singolo è importante solo se inserito in un quadro più ampio, e che la collaborazione fra i vari elementi di uno stesso team è fondamentale, soprattutto per raggiungere obiettivi comuni.

Un grazie non basta! Vi abbraccio forte… ovviamente è un modo di dire perché non si può fare…


Ciao a tutti